Slow Shopping

C’è un nuovo modo di vivere lo shopping, in Cina. Solo fino a qualche anno fa, erano esclusivamente i brand di lusso stranieri ad attirare l’attenzione dei consumatori locali di classe medio­alta, giovani, cresciuti tra Occidente e Oriente che oggi, invece, stanno affinan­ do i loro gusti. L’ossessione dell’accumulo, di borse, abiti e orologi, ha lascia­ to spazio a uno slow shopping basato su originalità e servizio personalizzato. Così, negli ultimi anni sono nati molti concept store in città come Beijing e Shanghai. Nascoste in vie defilate, dentro edifici storici, queste boutique offrono design di nicchia, spesso solo di marchi cinesi. Pioniere è stato Brand New China, a Beijing, il primo negozio multi­marca ad aver unito sotto lo stesso tetto designer cinesi indipendenti. Ad aprirlo nella zona commerciale di Sanlitun, tra gli store delle griffe occidentali, è stata Hung Huang, magnate di tutto ciò che è moda e media in Cina (è nota come “la Oprah Winfrey cinese”). Lo spazio di 540 metri quadri è uno showroom dedicato al meglio del “made & designed in China” di oggi, dall’abbigliamento all’arredo. Dongliang è un altro concept store squisitamente cinese: qui si trovano Uma Wang, Sankuanz, Boundless e altri nomi del settore della moda locale. Dopo gli esor­ di “ristretti”, nel 2009, in un locale di poco più di 20 metri quadri in un hutong (vicolo) della capitale, oggi può contare su un negozio più grande nel quartiere finanziario di Beijing e su uno a Shanghai, in una vecchia villa della concessione francese. Ma non è solo il design locale a essere presente nei nuovi concept store delle grandi metropoli cinesi. Nella zona di Dashilar, uno dei quartieri più antichi di Beijing, oggi parte di un progetto di rivitalizzazione culturale, Triple Major offre brand giapponesi, sudcoreani, europei e americani, oltre a una propria linea di prodotti. Gli stili in esposizione nel negozio, che occupa quella che un tempo era una tipica farmacia erboristica, variano dall’hipster al minimal, dal folk al grunge. La boutique, che propone anche servizi sartoriali personalizzati, presenta un décor d’interni che fonde tradizione e novità, linee moderne e mobili antichi. Oltre a Beijing, Triple Major è anche a Chengdu e Shanghai, in spazi più piccoli ma ugualmente all’avanguardia. È in quest’ultima città che si trovano altri tre negozi chiave dello slow shopping cine­ se: Alter, Xinlelu e Mian Hua Tian.

Sebbene tutti orientati verso un design indipendente di stampo internazionale, con alcuni nomi locali, i tre concept store non potrebbero essere più diversi. Alter è contemporaneo e hip, un melting pot di arte, moda e oggetti nel cuore della zona ultramoderna di Xintiandi. Xinlelu, nel quartiere hipster di Jing’an, è uno spazio intimo e dal design pulito, femminile ma privo di fronzoli. Ha debuttato online nel 2011 come boutique virtuale, ma la sua popolarità ha portato le due fondatrici, Jillian Xin e Yilei Wu, a espandersi off line nel 2013, al piano terra di una vecchia casa di mattoni. L’offerta è interamente dedicata al design di nicchia. Le ragazze che lo gestiscono, però, guardano lontano: l’ambizione di Xinlelu è creare una “new modern Shanghai girl”. Mian Hua Tian (Mht) racconta una storia completamente diversa. Entrare in questo negozio è come visitare una galleria minimalista di arte giapponese: i vestiti non sono appesi alle stampelle, ma presentati come opere d’arte su pareti ricoperte da tele, o nascosti dietro pannelli. Progettata dalla creativa Jane Zhang, la boutique occupa una villa senza nomi né insegne nell’ex concessione francese e presenta una selezione esclusiva, con non più di una dozzina di stilisti. Forse in risposta all’emergere di questi spazi alternativi, e nel tentativo di differenziarsi dai competitor la Cina è satura di grandi magazzini e centri commerciali, anche alcu ni mall del gigante asiatico si stanno evolvendo. A Beijing, China World e Shing Kong Place sono diventati pietre miliari della città, architettonicamente e a livello di stile. Paragonati al londinese Harrods, entrambi ospitano grandi nomi della moda, con un approccio all’acquisto incentrato sull’esclusività. Sempre nella capitale, Parkview Green, aperto tre anni fa, è tra i progetti architettonici più sostenibili della Cina; tutto in vetro e metal- lo, è la prima struttura completamente eco-friendly di Beijing, in grado di creare un microclima che minimizza i con- sumi energetici. Anche Shanghai vanta centri commerciali di ultima generazione, quali Plaza 66, Ifc e Iapm (primo mall in Cina a chiudere alle 23): grandiose opere di architettura moderna dove servizi personalizzati e alcune delle firme più affermate al mondo hanno trovato casa accanto a marchi emergenti, anche cinesi. E così lo shopping senza personalità è diventato ormai storia vecchia.

First appeared in Vogue Italia, June 2015.